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Corso di ecografia per medici di medicina generale

Ecografia.jpgE' iniziato il Corso di Ultrasonologia addominale di I livello, rivolto a 38 medici di medicina generale, 19 a Pisa e 19 a Firenze (provenienti dall’Area vasta nord ovest e dall’Area vasta centro), che prevede la frequenza, per circa 9 mesi, dei corsi teorico pratici di ecografia di I livello. Si tratta di un progetto che vede protagonisti la Regione Toscana, l’Azienda ospedaliero universitaria pisana, l’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi e la Federazione italiana dei medici di medicina generale. Il progetto formativo è indirizzato ai medici di base al fine di offrire la competenza per una gestione ecografica di I livello dei loro pazienti. Il corso, svolto in collaborazione con l’Unità operativa di Chirurgia generale I diretta dal Prof. Franco Mosca, è fortemente sostenuto dalla Regione Toscana che sperimenta, con questo progetto, un primo approccio di certificazione della competenza ecografica. E questo proprio scegliendo l’ambito della medicina territoriale, nella convinzione che un medico che sappia utilizzare ad un primo livello l’ecografo, possa in qualche modo acquisire quei dati strumentali che, uniti alla competenza clinica, permettono di migliorare l’appropriatezza della richiesta di ricoveri in Pronto soccorso oppure l’identificazione precoce dei cosiddetti incidentalomi, ossia malattie in fase precoce, asintomatiche, curabili (fra questi i tumori renali e gli aneurismi dell’aorta addominale). Ogni medico potrà esercitarsi a domicilio con un’apparecchiatura portatile di alta qualità e confrontare i dati con i docenti del corso, sia durante le lezioni che nei giorni seguenti, on-line. Al termine del corso vi sarà un esame finale e, nei 6 mesi successivi, si dovrà registrare tramite strutture di simulazione e studio statistico (Sant’Anna, Endocas) l’impatto che l’approccio diagnostico ecografico ambulatoriale o a domicilio potrà avere sui percorsi dei singoli pazienti. Si potrà così stabilire se l’utilizzo degli ultrasuoni nel territorio consente o meno un risparmio delle risorse o comunque un migliore utilizzo delle stesse in termini di appropriatezza dei percorsi diagnostici e terapeutici. Da anni i medici di base hanno con entusiasmo iniziato ad utilizzare ecografi nel loro ambulatorio oppure al letto del paziente. E’ stato un processo spontaneo ma lento. Ad oggi le percentuali di medici che utilizzano l’esame ecografico sono inferiori al 10% ma è un fenomeno in espansione e si prevede che possa raggiungere il 30-40% dei medici nell’arco dei prossimi 10 anni. L’obiettivo è dunque quello di investire per risparmiare. Un’ottica obbligata per i prossimi decenni, dove si sarà obbligati necessariamente a seguire percorsi diagnostici e terapeutici condivisi su linee guida precedentemente concordate da Consensus di esperti e costretti ad alleggerire le strutture ospedaliere di richieste che possono trovare una prima risposta sul territorio.

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