cosa cerco

assistenza tecnica portale web

accesso autenticato



I collegamenti qui sopra non sono utilizzabili. Per assistenza sulle credenziali, contattare la UOC Infrastrutture Zona Centro (ex UOSI/UORTI).

Scompenso cardiaco cronico: nuovo score per la stima della mortalità
Si è concluso a Firenze il 42° Congresso Nazionale di Cardiologia dell'ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) cui hanno partecipato circa 3.500 medici appartenenti a 890 strutture cardiologiche e a 416 UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica).
Erano presenti numerosi professionisti dell'Aoup, che hanno presentato i loro studi e svolto il ruolo di moderatori.
Uno degli studi presentati è il frutto del lavoro congiunto della U.O. Malattie Cardiovascolari II e della U.O. Malattie Cardiovascolari I. Nel corso del forum sul ruolo delle metodiche non invasive per la stratificazione prognostica nello scompenso cardiaco cronico, il dott. Paolo Fontanive (U.O. Malattie Cardiovascolari II) ha infatti illustrato il ruolo degli score da utilizzare per la stima della mortalità nei pazienti affetti da questa patologia. In aggiunta a quelli attualmente maggiormente usati - come l’Heart Failure Model di Seattle ed il Cardiovascular Medicine-Heart Failure di Bergamo - è stato proposto uno score elaborato con il dott. Frank Lloyd Dini (U.O. Malattie Cardiovascolari I), la cui analisi statistica è stata effettuata dal dott. Mario Miccoli, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università.
Rispetto ai precedenti, questo score prognostico prevede l’utilizzo di parametri ecocardiografici da affiancare a quelli clinici e farmacologici già in uso. Le variabili ecocardiografiche che risultano predittive di mortalità in questa categoria di pazienti sono i volumi ventricolari, la funzione ventricolare destra e l’insufficienza valvolare mitralica. La somma di queste variabili associata ai valori di BNP, all’età, alla classe funzionale del paziente, all’uso di diuretici e di ACE inibitori, ai valori di creatinina, consente di ottenere un "punteggio" di rischio di mortalità. Lo score, affiancato al giudizio clinico, può aiutare il cardiologo per la personalizzazione del follow up e per fornire le cure più adeguate ai pazienti con scompenso cardiaco cronico, che sono stimati in circa 3 milioni in Italia.
(Martedì 17 Maggio 2011)