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La sfida della resistenza antimicrobica oggi: torna il corso avanzato al S. Ranieri

Francesco Menichetti 9.jpgTorna l’appuntamento annuale con il corso avanzato di terapia antibiotica, quest’anno giunto alla XII edizione (dal 14 al 16 novembre, Hotel San Ranieri, inizio alle 12.30), con il consueto Focus su Hiv ed epatite, con importanti novità e temi di grande attualità. Si parlerà infatti di resistenze antimicrobiche, emergenze infettive, piani vaccinali, nuove terapie ma anche del decalogo per il corretto uso degli antibiotici messo a punto dal Gisa-Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica, di cui è presidente il professor Francesco Menichetti (nella foto), direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Aoup e che è stato recentemente presentato a Roma al Ministero della salute. L’evento sarà quindi l’occasione per affrontare, dal punto di vista dei massimi esperti in materia, tutti questi temi diventati ormai cruciali per la sanità pubblica.

Il consueto Focus sull’Hiv presenterà ad esempio il nuovo Piano nazionale Aids 2017-2019 prodotto dalla Commissione nazionale ministeriale e focalizzerà l’attenzione sui nuovi scenari di cura dell’infezione, specie riguardo alle problematiche che emergono nei pazienti affetti da tempo dal virus, con una riflessione sulla possibilità di raggiungere finalmente in Italia, con una adeguata politica di prevenzione, l’obiettivo di eliminare le nuove infezioni da Hiv.

Il Focus sull’epatite presenterà il punto di vista e la strategia Aifa per garantire a tutti i pazienti in Italia le nuove terapie anti epatite C, con approfondimenti sulle cure consentite dai nuovi farmaci.

Nelle due giornate dedicate invece al corso avanzato di terapia antibiotica si affronterà il nuovo piano nazionale ministeriale per il controllo della resistenza antimicrobica, l’Infection Control, e poi si parlerà di stewardship microbiologica e antimicrobica. Spazio poi alle infezioni invasive da meningococco, con riferimento alla situazione epidemiologica italiana e toscana, alle manifestazioni cliniche e agli approcci terapeutici anche innovativi, con la presentazione delle linee-guida Simit di recente realizzazione.

Nell’ambito delle emergenze infettive si parlerà delle infezioni gravi causate dai ceppi resistenti ai carbapenemi (classe di antibiotici), di endocarditi infettive e di nuove molecole di farmaci. Una sessione specifica sarà dedicata alla crisi delle vaccinazioni in Italia con il contributo di esperti igienisti e dell’Ars Toscana che illustrerà il ruolo delle Regioni e della sanità territoriale nella realizzazione del Decreto legge Lorenzin. Si confronteranno poi le esperienze pisana e modenese sulla stewardship antimicrobica, si affronteranno le infezioni fungine invasive nei loro aspetti generali epidemiologici, diagnostici, terapeutici e speciali (paziente trapiantato, in terapia intensiva, onco-ematologico) e ci sarà una Lectio magistralis del professor Jonathan Cohen, dell’Università di Brighton (UK).

La resistenza antimicrobica: come combatterla?

E' ormai noto che il fenomeno della resistenza antimicrobica, termine tecnico per indicare la perdita di efficacia dell'azione battericida dell'antibiotico nei confronti di alcuni germi particolarmente duri a soccombere, è dovuta in gran parte a un utilizzo inappropriato di questi farmaci, che scatena nei microrganismi patogeni dei complessi meccanismi di adattamento, di impermeabilizzazione o di inattivazione del farmaco per cui accade che antibiotici considerati un tempo veri e propri salvavita come la penicillina o l'eritromicina, oggi siano sostanzialmente inefficaci nei confronti di tante infezioni batteriche. E il fenomeno purtroppo non accenna a diminuire, anzi, esistono germi talmente aggressivi e diffusi soprattutto negli ambienti ospedalieri, come la Klebsiella pneumoniae, che risultano resistenti persino ai carbapenemi e alla colistina, ultimi baluardi terapeutici per queste infezioni spesso letali per i pazienti fragili e immunodepressi. Occorre pertanto una presa di coscienza severa della dimensione e gravità del problema, innanzitutto da parte della classe medica ma anche da parte della popolazione, che deve imparare a non assumere antibiotici anche per un banale raffreddamento stagionale. Proprio a questo mira il Decalogo per il corretto uso degli antibiotici messo a punto dal Gisa e che suggerisce le regole basilari da osservare per ottenere una governance per il controllo delle infezioni multi-resistenti secondo l'approccio “One-Health”. Ogni anno in Europa si verificano 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti che provocano più di 37 mila morti. In Italia l’antibiotico-resistenza (fonte Iss-Istituto superiore di sanità) è fra le più elevate in Europa poiché ogni anno fra il 7 e il 10% dei pazienti ricoverati in ospedale contrae un’infezione batterica multi-resistente con migliaia di decessi. Queste infezioni coinvolgono circa 300.000 pazienti, causando fra i 4.500-7.000 morti. Nel 2050 si presume che la cifra possa raggiungere i 10 milioni, con costi enormi per i sistemi sanitari di tutto il mondo. Ecco perché occorre agire in fretta. Il Gisa, in questo senso, promuoverà azioni mirate alla prevenzione primaria e secondaria delle infezioni, rispettivamente con i vaccini e la profilassi antibiotica; azioni dirette al controllo della diffusione della resistenza antimicrobica con l’infection control; azioni dirette al contenimento dell’uso degli antibiotici negli animali ed al loro buon uso nell’uomo; infine, azioni dirette al miglioramento della prevenzione nelle strutture ospedaliere (igiene e sicurezza da parte degli operatori sanitari.

In allegato il programma

scritto da Emanuela del Mauro, 8 novembre 2017

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