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L'Epatologia dell'Aoup scelta dal Governo delle Filippine per le cure all'avanguardia

Maurizia-Brunetto.jpgL’Unità operativa di Epatologia dell’Aoup, diretta dalla professoressa Maurizia Brunetto (foto), ospiterà il 3 e 4 ottobre la visita ufficiale del Dr. Jaime C. Montoya, direttore generale del Consiglio superiore per la ricerca e lo sviluppo in sanità delle Filippine (PCHRD http://www.pchrd.dost.gov.ph), accompagnato dal capo della Divisione sviluppo, la dottoressa Carina L. Rebulanan. Lo scopo della visita in Italia della delegazione governativa filippina, organizzata dalla Fondazione Italiana Fegato (http://www.fegato.it/fondazione-italiana-fegato.html) è la definizione di un programma di collaborazione tra medici e ricercatori dei due Paesi, per ridurre l’impatto del maggiore problema di salute pubblica in quelle zone causato dalle malattie croniche e dal tumore del fegato (epatocarcinoma). Le sedi italiane visitate dalla delegazione filippina sono due: Trieste (Laboratori del Liver Research Center del Science Park di Basovizza) e, appunto, Pisa (laboratorio e reparto dell’Unità operativa di Epatologia, che è Centro di riferimento della Regione Toscana per le malattie croniche e il tumore del fegato).

Le Filippine hanno una popolazione di 105 milioni di abitanti con una delle più elevate prevalenze al mondo dei portatori cronici del virus dell’epatite B (HBV): circa il 17% delle persone con età compresa fra i 20-40 anni è HBsAg positivo. Il tumore del fegato conseguente all’infezione e malattia cronica da HBV è la seconda causa di morte per malattia neoplastica. La scelta di Pisa consegue al fatto che il gruppo di lavoro e ricerca diretto dalla professoressa Brunetto è un riferimento internazionale per le epatiti croniche virali e il tumore del fegato. Il gruppo pisano ha infatti caratterizzato la forma HBeAg negativa dell’epatite B, che è attualmente la principale causa di cirrosi e epatocarcinoma da HBV e il mutante dell’HBV di essa responsabile. Oltre a contributi originali alla definizione dei principali test di riferimento quantitativi per i test diagnostici del HBV (HBsAg, HBV-DNA, HBeAg, HBcrAg e anticorpi anti-HBc IgM totali) il gruppo di Pisa ha anche scoperto che le particelle difettive del HBsAg che circolano nel sangue (dei circa 250 milioni di portatori che esistono al mondo) veicolano i microRNA del fegato [1-8]. L’identificazione e caratterizzazione di queste importanti molecole che presidiano al controllo epigenetico, utilizzando campioni di sangue senza necessità della biopsia epatica, costituisce un’innovativa opportunità di ricerca. Infine, il gruppo di Pisa ha organizzato una collaborazione internazionale che ha permesso, nel 2014, di trattare a Pisa il primo caso di tumore solido umano (epatocarcinoma da infezione cronica da HBV) mediante modificazione genetica del recettore dei T linfociti dello stesso paziente, modulata su un bersaglio molecolare cellulare specifico delle cellule del tumore personale [9-10]. Tale modello di personalizzazione della cura anti-neoplastica che utilizza la modificazione genetica delle cellule immunitarie del paziente, indirizzandole sugli specifici bersagli molecolari del tumore del paziente stesso, è l’ultima frontiera della lotta al cancro.

Su questi argomenti durante la visita saranno discusse e definite le collaborazioni di ricerca e formazione tra l’Università di Pisa, l’Aoup e centri universitari e di ricerca delle Filippine.

Riferimenti Bibliografici

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