SOD Chirurgia epatica del risparmio organo

Indice articoli

Stabilimento di Cisanello

Edificio 30 area arancio percorso J.

Direttore o responsabile

dott. Lucio Urbani

La Sezione Operativa Dipartimentale (SOD) di Chirurgia Epatica del Risparmio d’Organo già nel suo nome presenta la peculiarità, che la rende unica nel panorama italiano nell’ambito della chirurgia epatica. Infatti sono state messe a punto tecniche chirurgiche estremamente complesse che hanno consentito la realizzazione di numerosi interventi al fegato eseguiti per la prima volta al mondo come ad esempio l’ottenimento di due fegati sani a partire da un fegato malato.

L’attività della SOD è fortemente integrata all’interno di un Gruppo Multidisciplinare costituito da professionalità infermieristiche, tecniche e mediche altamente competenti. Il percorso diagnostico terapeutico è realizzato grazie all’interazione ultradecennale di oncologi, radiologi, epatologi, anestesisti, rianimatori, radioterapisti, medici nucleari, anatomopatologi e chirurghi dedicati.

Case Manager 050 994325;e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ambulatorio 050 997787

Tel. Reparto 050 997796; 050 997791 - Fax. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le degenze ordinarie sono ubicate al primo piano del Dipartimento di Chirurgia Addominale e Urologia, area arancio percorso J.

La SOD ha la disponibilità nell’ambito del Dipartimento di Chirurgia Addominale e Urologia di Camere per l’attività chirurgica in libera professione (intramoenia).

Sono codificati i percorsi per la pre-ospedalizzazione dei Pazienti in lista di attesa per intervento chirurgico presso - area arancio - percorso “G” piano interrato - area ambulatoriale 14.

Attività ambulatoriale Edificio 30 percorso arancio piano terra area ambulatoriale 17

 


 

 

Organigramma della SOD Chirurgia Epatica Risparmio d’Organo: dr Lucio Urbani (Direttore), drssa Chiara Croce (contrattista)

                Afferiscono i seguenti Reparti con i seguenti professionisti:

                1- UO Chirurgia Generale SSN: dr Nicolò Roffi, dr Stefano Signori, dr Riccardo Balestri, drssa Elisabetta Rossi

                2- UO Radiodiagnostica 2: drssa Clotilde Della Pina, dr Piero Boraschi, drssa Francescamaria Donati

                3- UO Oncologia 2: dr Roberto Moretto, Profssa Chiara Cremolini, Prof Gianluca Masi, drssa Federica Marmorino, drssa Beatrice Borelli, dr Lorenzo Fornaro

                4- UO Radiologia Interventistica: dr Roberto Cioni, dr Francesco Daviddi, Prof Laura Crocetti

                5- UO Radiodiagnostica PS: dr Michele Tonerini

                6- SOD Anestesia e Terapia del dolore: drssa Gabriella Licitra, dr Daniele Anacleto Meiattini, drssa Chiara Leoni

                7- UO Anestesia e Rianimazione Interdipartimentale: Prof Francesco Forfori, drssa Rita Martinelli, drssa Maria Giovanna De Luca

                8- UO Anatomia Patologica 2: drssa Francesca Quilici, dr Raffaele Gaeta

                9- UO Epatologia: dr Piero Colombatto

                10- UO Medicina Nucleare: Prof Duccio Volterrani

                11- UO Radioterapia: Prof Fabiola Paiar

                12- Personale Infermieristico della Sala Operatoria: Coordinatore dr Antonio Fallacara

            13- Personale Infermieristico di Reparto: Coordinatrice drssa Sonia Tonarelli


 

 

Il profilo delle attività chirurgiche riconducibili alla SOD di Chirurgia Epatica del Risparmio d’Organo è costituito da:

1-            Trattamento chirurgico tempo-dipendente delle neoplasie itterogene operabili quali i colangiocarcinomi parailari e della via biliare

2-            Trattamento sincrono delle neoplasie del tratto gastroenterico e delle localizzazioni secondarie al fegato

3-            Trattamento chirurgico delle neoplasie primitive e secondarie del fegato mediante tecniche avanzate di chirurgia epatica del risparmio d’organo

4-            Trattamento chirurgico delle neoplasie primitive e secondarie del fegato mediante tecniche avanzate di incremento del volume del fegato residuo

5-            Trattamento chirurgico delle neoplasie primitive e secondarie del fegato mediante tecniche avanzate di incremento del volume del fegato residuo combinate con tecniche avanzate del risparmio d’organo

6-            Trattamento chirurgico della patologia neoplastica della vena cava addominale

7-            Trattamento chirurgico delle neoplasie del retroperitoneo coinvolgenti il fegato e/o la vena cava

8-         Trattamento delle neoplasie primitive e/o secondarie del fegato mediante tecniche chirurgiche di autotrapianto d’organo

 


Essendo l’ambulatorio di secondo livello gli utenti esterni possono afferire previo contatto telefonico e/o mail oppure attraverso la presentazione del paziente al Gruppo Multidisciplinare da parte di uno dei professionisti che ne fanno parte.

Case Manager 050 994325; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dr Lucio Urbani: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Il paziente entra in un percorso diagnostico che inizia con la discussione multidisciplinare della storia clinica e degli esami strumentali già eseguiti. Da questa analisi deriva l’indicazione ad eventuali ulteriori accertamenti strumentali di secondo livello ultraspecialistici (ad esempio la Risonaza Magnetica del fegato). Ne consegue una proposta terapeutica che può essere medica e/o chirurgica e successivo  costante monitoraggio clinico per identificare il momento ideale per la chirurgia. L’intervento chirurgico è eseguito da un team chirurgico/anestesiologico/infermieristico dedicato con esperienza ultra-decennale in grado di applicare tutte le tecniche chirurgiche ad oggi disponibili. Dopo la dimissione quando è disponibile il referto istologico (prodotto da anatomopatologi dedicati) il caso viene ri-discusso in sede multidisciplinare per impostare il follow-up ed eventuali ulteriori terapie. Durante tutto il percorso diagnostico terapeutico il paziente può costantemente interagire con il personale sanitario anche attraverso la figura professionale del “case manager”.