A Cisanello l'assessora Nardini inaugura la panchina rossa

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne si è inaugurata a Cisanello - alla presenza di Alessandra Nardini, assessora regionale all’istruzione e alle politiche di genere - una panchina rossa, collocata nel giardino antistante l’ingresso principale dell’ospedale. La panchina vuole ricordare tutte le donne vittime di violenza e si aggiunge alla targa, affissa nella sala d’attesa del Pronto soccorso, dedicata a Vania Vannucchi, l’infermiera brutalmente uccisa nell’agosto del 2016. Vania è stata ricordata da Silvia Briani, direttore generale dell’Aoup. “Questa panchina”, ha detto Briani, “è dedicata a lei e a tutte le donne che qui avrebbero potuto sedersi, ma le cui vite sono state interrotte”. L’assessora Nardini ha poi sottolineato come la violenza che colpisce soprattutto le donne non sia però “un fenomeno emergenziale, ma una cultura che va combattuta” e ha ricordato che “in Toscana, dal 2016 al 2020, ci sono stati 121 femminicidi, con 41 bambini rimasti orfani delle loro madri”.


Il tema è purtroppo attualissimo anche in questo periodo di pandemia. Nei sei mesi che vanno dal 1 gennaio al 30 giugno 2021 l’Aoup ha registrato 70 maltrattamenti di adulti, di cui 13 subiti da uomini e 57 da donne, con età che andavano dai 18 ai 78 anni. Tra loro 15 erano stranieri e 55 italiani. Tra i minori gli accessi al pronto soccorso per maltrattamenti sono stati 6: 2 maschi e 4 femmine, con età che andavano dai due mesi ai 17 anni. Di loro 4 erano italiani e 2 stranieri.
Tutti hanno seguito il percorso “Codice rosa”, attivato dal 2014 negli ospedali toscani: identifica un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a donne, uomini, adulti e minori che abbiano subito maltrattamenti e abusi. Il codice rosa viene assegnato (assieme a quello di gravità) da personale che viene costantemente formato e aggiornato nel riconoscere segnali non sempre evidenti di violenze subite, anche se non esplicitamente dichiarate. A quel punto viene attivato il gruppo operativo composto da personale sanitario che dà cura e sostegno alla vittima, oltre ad avviare le procedure per individuare l’autore della violenza e, se necessario, attivare le strutture territoriali. Al codice rosa a Cisanello è destinato un locale (la stanza rosa) all’interno del pronto soccorso ed è dedicata la procedura aziendale 113: “Manuale operativo codice rosa: percorso assistenziale per le vittime di violenza /maltrattamento”. Il direttore generale Briani ha ringraziato pubblicamente tutti i medici e gli infermieri che lavorano all’interno di questo percorso e riescono, magari grazie a piccoli indizi e alla loro esperienza, a individuare e aiutare le vittime.
La Giornata è anche l’occasione per ricordare che è inoltre attivo il numero gratuito nazionale 1522 collegato ai centri antiviolenza presenti sul territorio. Disponibile 24 ore su 24 per 365 l'anno, offre agli utenti la possibilità di interagire con operatori che parlano in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.
Oltre all’inaugurazione della panchina rossa, l’Aoup celebra la Giornata mondiale con il seminario “Il colore delle parole”, organizzato dal Comitato Unico di Garanzia in collaborazione con la rete aziendale Codice Rosa e Bollini Rosa; l’apertura straordinaria di uno sportello medico legale che offre consulenze con specialisti: medico legale, tossicologo forense, genetista forense; colloqui con coloro che richiedono supporto e chiarimenti per intraprendere il percorso Codice Rosa; colloqui con psicologi-psicoterapeuti dell’associazione “Nuovo maschile”, rivolti a uomini con difficoltà nella gestione della rabbia o che usano la violenza nella relazione di coppia, con i figli o con le ex partner.

Nella foto: la dottoressa Barbara Passeri, dell’unità operativa Affari generali dell’Aoup, legge alcuni brani tratti da “Ferite a morte”, di Serena Dandini.

Nelle foto della galleria: l’assessora Nardini, il direttore generale Briani e, tra gli altri, la dottoressa Sandra Orsini, commissario capo della Squadra mobile di Pisa, e il maggiore Salvatore Leone, comandante della Compagnia di Pisa dei carabinieri.