Donazione a cuore fermo nel trapianto di fegato: l’Aoup premiata in Corea

Lorenzo Petagna (foto), chirurgo dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup,  è stato premiato con un travel grant e insignito della menzione “Distinguished Presentation Oral” durante il recente congresso “HBP Surgery Week 2026 & the 64th Annual Congress of KAHBPS”, tenutosi a Seul dal 26 al 27 marzo scorsi.

Alla convention, organizzata dalla Società coreana di chirurgia epatobiliare - uno dei meeting di riferimento in Asia e non solo come piattaforma di aggiornamento, condivisione e confronto tra le diverse realtà del globo – il chirurgo ha presentato gli ultimi risultati sul trapianto di fegato in seguito a donazione a cuore fermo (DCD) con le procedure di perfusione in situ ed ex situ, tecniche di cui il centro pisano è stato pioniere ed è opinion leader a livello mondiale. Il lavoro è stato premiato da Donghwan Jung - Chair del comitato scientifico, affiliato all’Asan Medical Center - esponente di spicco della trapiantologia coreana come YoungRok Choi - segretario generale del congresso, affiliato alla Seoul National University College of Medicine, che ha annunciato la menzione durante la cerimonia di chiusura dell’evento.

“Per me è un grande onore ma soprattutto un onere condividere oltre i confini nazionali i risultati e le fatiche del nostro quotidiano lavoro di èquipe - dichiara Petagna -. Il tema del congresso era “Navigation to New Horizons in HBP Surgery” e la presentazione della nostra esperienza è stata fonte di dibattito e ispirazione per quelle realtà dove la donazione DCD non è ancora diffusa. Allo stesso modo la conoscenza dell’expertise coreano e dei Paesi asiatici in genere, dove il sistema trapiantologico si basa per lo più sulla donazione da vivente, con utilizzo di tecniche mini-invasive (laparoscopia e robot, ndr) è stata molto utile per implementare il nostro bagaglio culturale e terapeutico a beneficio dei nostri pazienti.”

“La donazione da DCD in Italia è in crescita – aggiunge Davide Ghinolfi, direttore della struttura pisana -. Dal 7% del 2023 si è passati all’11% del 2024 e poi al 15% 2025 dei donatori utilizzati in Aoup. La nostra esperienza può aiutare a ridefinire i criteri di valutazione degli organi e permettere di utilizzarne un numero sempre maggiore in sicurezza anche in casi di patologie per le quali finora il trapianto di fegato non era indicato”.

(pubblicato da Emanuela del Mauro, 15 aprile 2026)