È entrato nel vivo sabato scorso 6 giugno a Scandicci (Fi) il grande test operativo dell’EMT2 Toscana 2026, l’ospedale da campo della Colonna Mobile della Protezione civile della Regione Toscana, cui ha partecipato anche l'Aoup.
L’Emergency Medical Team di Tipo 2 (EMT2) è un ospedale da campo chirurgico mobile e autosufficiente che risponde agli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e riconosciuto dal sistema europeo di Protezione Civile. E’ in grado di operare a livello internazionale in zone colpite da catastrofi o gravi emergenze umanitarie, classificato.
L’obiettivo del test era verificare l’intera catena organizzativa e operativa necessaria a garantire la piena prontezza del modulo e la sua capacità di partire entro 48 ore dalla richiesta di intervento.
L’esercitazione è iniziata il 3 giugno con la simulazione dell’attivazione del modulo sanitario da parte dell’ERCC (Emergency Response Coordination Centre) della Commissione Europea.
Mentre sabato uomini, mezzi e materiali hanno raggiunto l’area del Parco e del Castello dell’Acciaiolo, messa a disposizione dal Comune di Scandicci, dove è stato avviato il montaggio dell’ospedale da campo.
“L’intera operazione coinvolge oltre 110 volontari coordinati dalla Protezione Civile della Regione Toscana e rappresenta un importante momento di verifica delle capacità di risposta del sistema regionale alle emergenze sanitarie complesse - ha spiegato il presidente Eugenio Giani, che sottolinea la grande capacità operativa dell’intero sistema di protezione civile - riconosciuta a livello nazionale ed internazionale”, e ha ringraziato tutti gli operatori.
“La struttura, composta da moduli sanitari e logistici completamente autosufficienti, rappresenta una delle più avanzate risorse sanitarie campali del sistema regionale di Protezione Civile - ha aggiunto l’assessora al diritto alla salute Monia Monni -. Fondamentale è il contributo delle Aziende sanitarie toscane, che hanno garantito la disponibilità del personale medico e infermieristico necessario allo svolgimento delle attività. Strategica anche la collaborazione del Coordinamento regionale delle maxi emergenze e delle grandi organizzazioni di volontariato del territorio, ANPAS, Croce Rossa Italiana e Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, che assicurano il supporto logistico e operativo indispensabile per il funzionamento della struttura”.
L’esercitazione consente di testare procedure, tempi di mobilitazione, capacità di coordinamento e integrazione tra le diverse componenti del sistema regionale, confermando il ruolo dell’EMT2 Toscana come risorsa di eccellenza per la risposta alle emergenze in Italia e all’estero.
A seguito dell’attivazione, sono state mobilitate tutte le componenti della Colonna Mobile regionale coinvolte nel progetto EMT2. Per la componente sanitaria è stato attivato il Gruppo Chirurgia d’Urgenza (GCU) di cui fa parte storicamente personale dell'Aoup mentre, per il supporto logistico, sono intervenuti i volontari delle associazioni ANPAS, Croce Rossa Italiana e Misericordie.
Le operazioni di allestimento si sono concluse nelle prime ore del pomeriggio, consentendo l’apertura del campo alle visite istituzionali e dei cittadini. Nella giornata di domenica c'è stata invece una complessa simulazione sanitaria durante la quale l’ospedale è stato pienamente operativo e pronto ad accogliere feriti e pazienti, riproducendo uno scenario realistico di maxi-emergenza.
"L'EMT2 è un ospedale composto da tende pneumatiche che può essere trasportato via aerea in tutto il mondo nei contesti geografici colpiti da disastri naturali in cui sia in corso una emergenza sanitaria. A farlo funzionare sono 250 sanitari provenienti da tutte le aziende sanitarie toscane, con l'Azienda USL Toscana nord ovest che contribuisce con 96 volontari" spiega Federico Filidei, chirurgo dell'ospedale di Pontedera e presidente del Gruppo chirurgia d'urgenza.
"Una volta all'anno testiamo le nostre capacità di operare in contesti difficili e critici, dove la pressione, l'urgenza, la limitatezza delle risorse e l'ansia giocano un ruolo determinante nelle decisioni da prendere" aggiunge Barbara Rocchi, fisioterapista dell'ospedale di Pontedera e membro del direttivo del gruppo.
"La sala chirurgica del campo assicura interventi continuativi grazie anche alla possibilità di utilizzare i cosiddetti concentratori di ossigeno, macchinari che estraggono l’ossigeno dall’ambiente circostante per somministrarlo ai pazienti e grazie ad una sala di sterilizzazione autonoma" dice Alessio Filippi, infermiere del pronto soccorso dell'ospedale “Apuane” di Massa e membro del direttivo del gruppo.
“Il Gruppo chirurgia d'urgenza è nato a Pisa quarant'anni fa da un'idea del professor Enrico Cavina, direttore della chirurgia d’urgenza dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana - aggiunge Maria Carola Martino (foto in basso), Hospital Disaster Manager dell'AOUP e membro del direttivo del GCU - e dal 2024 l'ospedale da campo in cui operiamo ha ottenuto la certificazione europea. In Italia ce ne sono solo due certificati. Un bel risultato per la Toscana e per le sue aziende sanitarie".
Da quando esiste, il Gruppo chirurgia d'urgenza e il suo ospedale da campo ha effettuato missioni in Turchia, Albania, Algeria, Iran, Sri Lanka, Cina, ad Haiti e in Nepal.
Qui il video con le interviste girato dall'Ufficio stampa dell'Azienda Usl Toscana nord-ovest: https://youtu.be/Q33vlfu8wKA?list=PLb_NXbIs5XPM7BDCRFjMJdZ2axQYNjoa7
(Fonte: Agenzia Toscana Notizie e Ufficio stampa Azienda Usl Toscana nord-ovest) - nella galleria fotografica alcuni momenti dell'esercitazione -

