Covid-19: radiologo Aoup avanza ipotesi di studio sull'impegno polmonare documentato alla Tac del torace
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- Ultima modifica: Martedì, 05 Maggio 2020 13:14
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La “polmonite interstiziale” non sarebbe la causa principale del danno polmonare documentato nei casi più gravi di infezione da Covid-19, ma sarebbe invece la conseguenza di un danno vascolare primario multi-organo (nel polmone stesso, nel cervello o in altri organi). Questa teoria potrebbe anche spiegare perché in questi pazienti risultino maggiormente interessati i lobi polmonari inferiori, dove la perfusione è prevalente.
Questa l’ipotesi che il dottor Piero Boraschi, radiologo dell’Unità operativa di Radiodiagnostica 2 dell’Aoup, pone all’attenzione della comunità scientifica internazionale in una “Letter to the Editor” pubblicata sulla rivista americana Academic Radiology (Elsevier). In questa lettera vengono segnalati i dati preliminari non ancora pubblicati di autopsie su pazienti italiani deceduti e positivi al Covid-19 nei quali è stata evidenziata la presenza di formazioni trombotiche e di vasculite nel polmone, nel cervello, nel cuore ed in altri organi.
Covid-19: robot in corsia grazie al progetto Lhf-Connect L'iniziativa frutto della collaborazione fra l'Iit-Istituto italiano di tecnologia e l'Ateneo pisano
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- Ultima modifica: Giovedì, 07 Maggio 2020 15:06
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LHF-Connect è il progetto che mette a disposizione delle strutture sanitarie le istruzioni per la costruzione di un robot di telepresenza, guidato tramite un software sviluppato da un team di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) in collaborazione con l’Università di Pisa e rilasciato gratuitamente e open source, disponibile anche sulla piattaforma TechForCare.com recentemente lanciata dall’Istituto per la Robotica e le Macchine Intelligenti (I-Rim) e Maker Faire Rome.
Covid-19: l'Aou pisana capofila di uno dei tre studi clinici autorizzati da Aifa
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- Ultima modifica: Martedì, 28 Aprile 2020 15:43
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L'Aifa, Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato tre nuovi studi clinici per il trattamento del Covid-19. Uno dei tre studi è coordinato dall'Azienda ospedaliero universitaria pisana, gli altri due dall'Università di Bologna e dall'Università di Parma. Lo studio multicentrico di cui è capofila l'Aou pisana è uno studio randomizzato per valutare efficacia, sicurezza e tollerabilità del Baricitinib in aggiunta al trattamento usuale nei pazienti con polmonite in Covid-19. Il farmaco è autorizzato in Italia per la cura dell'artrite reumatoide.
"E' molto importante che assistenza, conoscenza e ricerca procedano di pari passo - è il commento del presidente Enrico Rossi - E in Toscana questo sta avvenendo, anche in occasione del Covid-19. Mentre il sistema sanitario toscano sta facendo del suo meglio per curare e far guarire tutti i pazienti Covid-19, contemporaneamente si conducono studi sull'efficacia e la sicurezza di farmaci finora usati per altre patologie. Il fatto che Aifa abbia autorizzato lo studio coordinato dall'Aou pisana è per noi motivo di orgoglio. Grazie e buon lavoro al professor Menichetti e alla sua équipe". "Il Baricitinib - spiega il professor Francesco Menichetti, direttore UO Malattie infettive della Aoup - è un farmaco che inibisce le Janus-kinasi 1 e 2, enzimi intracellulari coinvolti nella trasmissione del segnale di citochine e fattori di crescita, implicati nell’ematopoiesi e nella risposta immunitaria. Il farmaco è approvato per il trattamento dei pazienti con artrite reumatoide. E’ stato identificato come una molecola potenzialmente utile nei pazienti con Covid-19, per una duplice azione di mitigazione della cascata infiammatoria e di riduzione dell’ingresso del virus nelle cellule polmonari. Tra i vari JAK inibitori, Baricitinib desterebbe particolare interesse perché ridurrebbe sia la risposta infiammatoria sia l’endocitosi virale".
Record di nascite al Santa Chiara: in 24 ore venuti al mondo 16 neonati, fra cui due gemellini
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- Ultima modifica: Martedì, 28 Aprile 2020 15:43
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Record di nascite all’Aoup nelle ultime 24 ore. Al punto nascita del Dipartimento materno infantile, allo stabilimento ospedaliero di Santa Chiara (Edificio 2) sono venuti al mondo infatti ben 16 neonati, 10 maschietti e 6 femminucce, fra cui una coppia di gemellini (nelle foto i genitori che hanno prestato il consenso alla diffusione dei dati e delle immagini).
E’ stato dunque un fine settimana di superlavoro per le èquipe di ostetriche, ginecologi e neonatologi impegnati nel percorso nascita, dalle 9 circa di venerdì 17 aprile alle 9 di oggi, 18 aprile. Ben 15 parti, assistiti con la consueta cura e attenzione, rispettando tutti i protocolli di sicurezza.
Le mamme e i piccoli stanno tutti bene e si trovano tutti all’Edificio 2.
Di 15 parti solo quattro sono stati effettuati con taglio cesareo, il resto sono tutti parti fisiologici.
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- Convegno su un diverso modello di gestione del diabete e delle sue complicanze
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- Giugno-luglio 2025: modifica della viabilità al Santa Chiara per lavori alle fognature








